Taranto non è sacrificabile. L’ex ILVA tra ambiguità ed eterni ricatti.
La vicenda dell’ex ILVA di Taranto è la tragica dimostrazione di un vicolo cieco sistemico. L’incompatibilità imposta, all’interno del modello industriale capitalistico e statale italiano, tra il diritto fondamentale alla salute e il diritto al lavoro e al salario. Questo nodo oggi giunge ad un momento cruciale dal punto di vista politico e sociale. Da un lato, la dimensione del disastro epidemiologico emerge con la forza indiscutibile della letteratura scientifica, dall’altro, il dibattito sulle prospettive dell'impianto si dibatte tra via giudiziaria ed un'illusione di una transizione ecologica incruenta. In questo quadro, le posizioni espresse dai vertici sindacali confederali, e in particolare la recente presa di posizione del Segretario Generale della FIOM Michele De Palma, mostrano tutte le crepe di una linea politica incapace di uscire dalla subalternità alle logiche di mercato e d'impresa. La dimensione del disastro sanitario: l'allarme epidemiologico di Mau...